la mattina dopo 10 minuti che chiedo agli automobilisti in sosta all’autogrill
di Affi un signore di Lugano che vive a Treviso e si occupa di energia mi carica per Bolzano, non conosceva JUNGO, va in centro passando per la stazione e opto per il treno perchè non è facile uscire dall’autostrada a Innsbruck ed è prevista pioggia.
Il ritorno al pomeriggio con il treno raggiungo il Brennero da dove è facile ripartire e il primo ragazzo al quale chiedo il passaggio un giovanotto di Amburgo con il Camper mi porta all’autogrill di Vipiteno, da li dopo 12 minuti un signore Norvegese che vive a Milano in viaggio d’affari con un signore Turco mi allunga fino ad Affi.
Jungata del giorno
27 luglio 2011L’Alta Valle Stura con i bus dell’ATI (prima parte)
19 luglio 2011“Si chiama dromomania, la malattia che induce chi ne è afflitto a vagabondare senza mai fermarsi, spinto dall’abnorme, irrefrenabile impulso a rifuggire ogni tipo di sedentarietà. Ma gli americani preferiscono usare una parola meno arida, una parola splendida e intraducibile, per illustrare questa condizione: è wanderlust, termine composto da wander, vagabondare e lust, ossessione, desiderio.” Alex Roggero “ La corsa del Levriero” – Universale Economica Feltrinelli
È un sabato mattina d’estate e alle 8 e 30 sono seduto sotto la pensilina degli autobus di fronte alla stazione ferroviaria di Cuneo:
http://it.wikipedia.org/wiki/Stazione_di_Cuneo
aspetto il bus della ATI Trasporti Interurbani per la Valle Stura:
C’ho quasi un’ora prima della partenza e ne approfitto per raccogliere gli appunti di viaggio.
Ieri mattina il treno regionale da Alessandria mi ha depositato, alle 7.20, nel solito eccitante “caos calmo” che è la stazione Piazza Principe di Genova:
http://it.wikipedia.org/wiki/Stazione_di_Genova_Piazza_Principe
Mi sarebbe piaciuto girare un po’ per la città alla ricerca dei luoghi molto abilmente raccontati da Giuseppe Marcenaro nel suo imperdibile “Genova e le sue storie”, ma oggi la mia meta non è il capoluogo ligure:
http://www.ibs.it/code/9788861593855/marcenaro-giuseppe/genova-sue-storie.html
Ho preso il treno regionale per Savona e poi mi sono inoltrato nel ponente ligure a bordo di un altro regionale per Taggia Arma. Ho trovato molto interessante la corsa da Genova a Savona perché la strada ferrata costeggia il golfo e ho potuto ammirare i grandi cantieri navali a bassa velocità.
Viaggio da solo con un piccolo zaino verde ed una grossa sacca nera. Questa sacca nera pesa poco più di 14 chilogrammi e contiene una bici pieghevole.
Antefatto: un amico molto influente, lo scorso Natale mi ha fatto vendere un articolo ad una rivista ticinese che mi ha pagato uno sproposito. Con buona parte di questa entrata extra, il bambino che è in me, ha deciso di coronare un vecchio sogno: acquistare una bicicletta pieghevole. Capiamoci, non ho comprato una blasonata inglese o una famosa americana, i soldi non sarebbero bastati. Ho preso una prosaica bici in un punto vendita della grande catena di distribuzione di articoli sportivi.
Vabbè, ecco svelato il mistero del perché mi aggiro nelle stazioni di mezz’Italia con questa pesante borsa che mi da l’aria di un penitente medievale (quelli che si trascinavano dietro grossi macigni).
È il viaggio inaugurale, il varo di questa mia biciclettina. Per cominciare pedalerò sulla famosa Pista Ciclabile della Liguria: http://www.pistaciclabile.com/
La pista ciclabile è stata ricavata lungo il corso del vecchio tracciato ferroviario che da alcuni anni è stato spostato più a monte. Infatti la nuova stazione ferroviaria di Taggia Arma è circa 2 chilometri fuori dal centro città.
Poco male, in 2 minuti monto la mia bici e quello che era un “peso morto” si trasforma in un comodo mezzo di trasporto.
Imbocco la ciclabile e mi fermo poco dopo per acquistare il primo pezzo di focaccia genovese; d’altro canto l’ho sempre dichiarato di essere per la società dei carboidrati piuttosto che per quella degli idrocarburi.
La ciclabile è bella, comoda e tutta in pianura, di certo adatta a grandi e piccini. Una buona segnaletica, tante panchine nei punti panoramici e le benedette fontanelle, fanno di questa ciclabile una delle più amate in Italia.
Arrivato a Sanremo ho ancora voglia di pedalare e decido di raggiungere Ventimiglia in bici.
Il traffico sulla Via Aurelia non è impossibile e mi avvio spavaldo:
http://it.wikipedia.org/wiki/Strada_statale_1_Via_Aurelia
Però, alla fine del tratto in salita a nord di Sanremo, quando scollinando, inizia la discesa per Ospidaletti, una specie di chiodo da circa 4 centimetri blocca la mia corsa bucandomi rovinosamente la ruota di dietro.
Naturalmente, da bravo vagabondo del Dahrma non porto una camera d’aria di scorta. Comunque non mi sono perso d’animo. Ho bevuto un ottimo spritz ghiacciato, ho smontato il mezzo meccanico riponendolo nella sacca nera ed ho preso l’autobus per Ventimiglia.
L’eccellente Riviera Trasporti di Imperia fa servizio in quest’area:
http://www.rivieratrasporti.it/
La mia linea è la linea 2 cioè la Sanremo autostazione – Ospidaletti – Bordighera – Ventimiglia e viceversa. L’orario estivo prevede tra le 2 e le 4 corse ogni ora.
Eccezionale! Il biglietto si vende anche nei bar e costa 1.50 euro (se acquistato a bordo del bus c’è un sovrapprezzo di 1 euro). Bene, in poco tempo (+o- 35 minuti), sono arrivato a Ventimiglia.
È stato il meccanico della http://www.cicliaction.it/web/ a sostituirmi la camera d’aria.
Soddisfatto sono ripartito col treno per Limone Piemonte:
http://it.wikipedia.org/wiki/Limone_Piemonte
La linea ferroviaria è una delle più belle d’Italia. Sto parlando della ferrovia Cuneo – Limone – Ventimiglia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Ferrovia_Cuneo-Limone-Ventimiglia
Molto bella e ardita, ma anche piena di lunghe gallerie che lasciano un po’ “l’amaro in bocca” al turista ferroviario che è in me. Il medesimo, a Limone, scende, si gode il magnifico paesino montano. Dopo aver bevuto un buon bianco, monta lo “strumento” e si fa i 30 chilometri di discesa fino a Cuneo fermandosi in tutti i caratteristici paesi dell’ultima parte della Strada Statale 20 (del Colle di Tenda e di Valle Roja):
http://it.wikipedia.org/wiki/Strada_statale_20_del_Colle_di_Tenda_e_di_Valle_Roja
La prosaica bici pieghevole tiene bene la strada in discesa e gli ultimi 8/10 chilometri (che discesa non sono bensì pianura), li affronto di slancio che intanto le endorfine hanno fatto il loro inebriante lavoro.
Da Borgo San Dalmazzo a Cuneo sono una decina di chilometri di comoda pista ciclabile cittadina.
A Cuneo, in serata, c’è stato il tempo di godere della preziosa ospitalità di un famoso oste cittadino il quale alla fine della cena mi ha pure omaggiato della tessera numero 5626 dell’associazione “Sono un uomo di mondo, ho fatto il militare a Cuneo!”. Non ho avuto il coraggio di confessare che, ai miei tempi, io sono stato un becero obiettore di coscienza ed ho “servito la Patria” come bibliotecario ausiliario in una biblioteca comunale di un piccolo paese dell’entroterra marchigiano.
Ecco, sono le 9.30 arriva il mio bus per la valle Stura. Controllo il biglietto di sola andata da 4.40 euro, carico la bici (smontata) nel bagagliaio del bus e felice, monto a bordo. (continua…..)
Paolo Merlini
(esperto di vie traverse)
Jungata del giorno
5 luglio 2011
Oggi vi riportiamo il racconto di una persona, di cui non riportiamo il nome per motivi di privacy, che per raggiungere il posto di lavoro ha “Jungato”. Buona lettura:
“Ciao a tutti!!”
Venerdì ho fatto l’errore di trattenermi in casa 30 secondi di più e… mentre andavo alla fermata dell’autobus l’ho visto felicemente sfrecciare davanti a me, lasciandomi felicemente a piedi.
Tra lo sconcerto del fatto che l’autobus è passato 5 minuti prima dell’orario ed il disperato per non saper come andare a lavoro… penso tra me e me:
“Cavolo… sapevo che sarebbe successo prima o poi. Adesso mi tocca prendere la macchina. NO. Non voglio. Non prendo l’auto, piuttosto chiamo a lavoro e dico che ho perso l’autobus, quindi non riesco ad andare.”
Poi rinsavisco. Dai provo a Jungare! Tanto…
Appena tiro fuori la tessera, le sbarre del treno decidono di scendere chiudendo l’accesso Alla via. Che fortunello!
” OK. Ragioniamo… Il mio amico che lavora a Cavezzo. Lui mi porta, sicuro!”
Tuuuut… Tuuuut…
“Ciao”
“Hey, bel Om”
“Sei già partito?”
“no, direi tra dieci minuti”
“Mi porti?? Ho perso l’autobus! Sigh..”
“Ahahah! Va bene, ti va di lusso che devo anche andare a Mirandola!
“Dai, ti aspetto qua al bar!”
Faccio una sana colazione e mi rimetto in strada ad attenderlo.
Al chè, passa la mia solita collega che mi porta a casa… mi vede con la coda dell’occhio, fa una faccia stupita, rallenta, si gira e accosta.
“Cosa ci fai qua??”
“Ehm, l’autobus ha deciso di passare 5 minuti prima oggi… aspetta che chiamo il mio amico e gli dico che sono a posto”
Beh, non male. Sono arrivato ugualmente a lavoro. Puntuale.”
La Trentino Trasporti e il Passo del Tonale
25 giugno 2011“Viaggiare significa vivere fra persone sconosciute, fra le loro puzze e le loro profumazioni acri, mangiare i loro cibi, ascoltare i loro drammi, tollerare le loro opinioni non avendo magari alcuna lingua in comune, essere sempre in movimento verso destinazioni incerte, mettere insieme itinerari che cambiano continuamente, dormire da soli, inventarsi il viaggio ogni giorno, rabberciare una serie di piccole abitudini per conservare la calma e il senso della ragione, saper riempire le giornate, sgombrare la mente dai pregiudizi, evitare guai e pericoli, prendere appunti su ogni cosa, riflettere su quel che si sta facendo.” Paul Theroux – Un treno fantasma verso la stella dell’est (B.C. Dalai editore)
La Trentino Trasporti rappresenta un’eccellenza nell’ambito del sistema della mobilità pubblica locale italiana. Il viaggiatore di passaggio a Trento gioisce nell’apprendere che la stazione ferroviaria, a 2 passi dal centro storico, confina, da un lato con l’autostazione e dall’altro con la stazione ferroviaria della Trento –Malè – Marilleva. Effettivamente si può girare tutto il territorio della provincia partendo dal centro storico del capoluogo grazie al un sistema integrato di autobus e treni della Trento – Malè, ma anche treni di Trenitalia. Più volte ho sperimentato di persona che l’intermodalità è la parola d’ordine.
Già dal sito internet che è molto chiaro ci si rende conto che l’asse portante della mobilità provinciale è la linea ferroviaria Trento – Malè – Marilleva che nel 2009 ha compiuto i suoi primi 100 anni:
http://www.centenario-trentomale.eu/index.htm
Infatti, l’orario degli autobus è strutturato in coincidenza con l’orario dei treni della Trento – Malè e di Trenitalia. In questa maniera si moltiplicano le possibilità per raggiungere anche i paesi più lontani dal capoluogo. Diciamo subito che i treni della Trento – Malè sono comodi, puliti e puntuali. Le stazioni della linea sono ben organizzate ed anche nei mesi invernali costituiscono un comodo e caldo “presidio” del territorio. Infatti, posso garantire per esperienza personale, che anche dopo un’abbondante nevicata i treni vanno che è un piacere. Originariamente la strada ferrata raggiungeva solo Malè ma nel 2003 è stato aperta la nuova tratta di 9 chilometri fino a Marilleva 900. Il moderno percorso costeggia il fiume Noce e usciti dalla stazione capolinea ci si trova nell’ampio piazzale di fronte alla funivia che porta a Marilleva 1400. Questo permette alla Trentino Trasporti di offrire d’inverno il servizio di Treno+Sci e d’estate il servizio di Treno+Bici. Vi segnalo i links:
http://www.ttesercizio.it/Servizi/TrenoSci.aspx
http://www.ttesercizio.it/Servizi/TrenoBici.aspx
Tante sono le stazioni di questa linea e perciò il servizio è molto utilizzato sia dai turisti che dai locali. Le fermate principali, che poi fungono pure da aree di interscambio con gli autobus della stessa compagnia sono: Mezzocorona, Dermulo, Cles, Malè e Dimaro.
Una delle funzioni più preziose del sito della Trentino Trasporti è la “ricerca percorsi”, cioè l’efficiente motore di ricerca (in alto a sinistra della pagina relativa al servizio autobus extraurbano):
http://www.ttesercizio.it/Orari/Extraurbano/Default.aspx
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Io, che amo raggiungere i capolinea più estremi, sono partito da questa pagina per sapere come fare per arrivare al Passo del Tonale:
http://it.wikipedia.org/wiki/Passo_del_Tonale
E’ bastato digitare la partenza: Trento Stazione e l’arrivo: Passo Tonale e il motore di ricerca mi ha proposto di prendere il treno della Trento – Malè – Marilleva fino a Malè, per poi continuare col bus della linea 646 (Malè -Mezzana -Fucine -Vermiglio -Passo Tonale) in coincidenza. Totale 89 chilometri di bellissima montagna attraversati in maniera dolce, ecologica e “decrescente” al modico prezzo di 5 euro per il biglietto di sola andata.
Il Passo del Tonale, tra la Val di Sole e la Val Camonica, viene raggiunto con la famosa Strada Statale 42 del Tonale e della Mendola:
http://it.wikipedia.org/wiki/Strada_Statale_42_del_Tonale_e_della_Mendola
Solo per esercitare un po’ la fantasia mi permetto di segnalarvi che è possibile proseguire in bus per la Val Camonica in Lombardia scendendo a Ponte di Legno e poi proseguendo con i potenti mezzi della Sab-Autoservizi:
http://www.sab-autoservizi.it/
In particolare c’è la linea B22 (Edolo – Ponte di Legno – Passo Tonale) che “avvicina” le 2 valli alpine.
Edolo, che bel nome…. Io non ci sono (ancora) mai stato, ma è un altro capolinea che vorrei raggiungere. Edolo è il capolinea della Ferrovia Brescia – Iseo – Edolo, oggi gestita dalle Ferrovie Nord:
http://it.wikipedia.org/wiki/Ferrovia_Brescia-Iseo-Edolo
http://it.wikipedia.org/wiki/LeNord
Ma questa è un’altra storia.
Mi raccomando: – Partite!
Paolo Merlini
(esperto di vie traverse)
Joint Venture Overthestop e Jungo
19 giugno 2011
E’ ufficiale: finalmente il portale di Overthestop e Jungo uniscono le loro forze per dare vita ad un sito ancor più ricco di informazioni ed esperienze personali delle persone che decideranno di affidarsi alla pratica del car pooling. D’ora in poi, Overthestop, grazie al supporto di Jungo, raccoglierà le esperienze dei Junghiani per farvi emozionare e farvi capire l’importanza del carpooling e, soprattutto, della pratica di condividere il proprio mezzo conoscendo nuove persone ed allargando il proprie le amicizie.
Ma investighiamo di più per capire cosa fa e di cosa si occupa Jungo: il sistema offerto da Jungo ha un concetto ben preciso e mira all’autostop visto in chiave moderna grazie alle nuove tecnologie informatiche – internet, telefonia mobile ecc – messe a disposizione oggigiorno. 
Jungo, inoltre, si configura come sistema di “imbarco a vista certificato“, che vede la registrazione sul sito di persone che offrono passaggio o che hanno bisogno di un passaggio.
Non ci resta altro che dirvi di seguirci più di prima sul portale e sui nostri gruppi di Facebook e Twitter!


