“Se si volesse stabilire qual è il paesaggio italiano più tipico, bisognerebbe indicare le Marche, specie nel Maceratese ed ai suoi confini. L’Italia, nel suo insieme, è una specie di prisma, nel quale sembrano riflettersi tutti i paesaggi della terra, facendo atto di presenza in proporzioni moderate e armonizzandosi l’un l’altro. L’Italia, con i suoi paesaggi, è un distillato del mondo; le Marche dell’Italia.” Guido Piovene “Viaggio in Italia” – Dalai Editore
E’ un sabato mattina di fine ottobre e sono sull’autobus di linea Ascoli Piceno – Macerata – Perugia – Firenze – Siena www.ataturismo.it .
Ha piovuto tutta la settimana ma oggi c’è un magnifico “celito lindo” ed un sole caldo accende i mille colori dell’autunno. Alle 7.45 il mio bus ha lasciato l’autostazione di Macerata imboccando la Strada Statale 77 (detta della Val di Chienti). Seduto comodamente a 2 metri e mezzo d’altezza, mi godo la campagna marchigiana bella ed ordinata come nelle opere di Mario Giacomelli.
La vendemmia è finita ed è iniziata la raccolta delle olive.
D’un tratto mi viene da pensare che sono anni che scorrazzo in lungo e largo con gli autobus perché, proprio come oggi, mi danno la possibilità di apprezzare il lungometraggio della “Bella Italia” che scorre fuori dal finestrino. In genere le autolinee extraurbane, affrontano la strada ad una velocità giusta per poter viaggiare con arte.
Sulla destra sfila Tolentino con tutte le belle chiese e i palazzi antichi ben in vista. Poi la valle del Chienti si fa via via più stretta e lasciato il bivio per Camerino il mio bus arriva a Muccia dove, allo storico Motel dell’Agip Hotel Carnevali, fa una sosta.
Mentre bevo un buon caffè, rifletto che il mio viaggiare con i mezzi pubblici non ha nulla di donchisciottesco, ma affonda le radici in una solida coscienza ecologista che mi impone di rispettare il più possibile il territorio che attraverso. Sono convinto che zone dalla incommensurabile bellezza paesaggistica, come per esempio le montagne, dovrebbero essere protette dall’invasione delle automobili private. Per preservare la bellezza di tanti territori, bisognerebbe costituire una specie di zona a traffico limitato…..
Io la penso come il professor Cesare Brandi il quale, già nei primi anni sessanta, asseriva che spesso “La presenza delle automobili è come quella della processionaria in un bosco di pini: una stagione, e nulla è più come prima”.
Ecco, siamo al valico di Colfiorito, frazione di Foligno (PG) a 760 m.s.l.m. e principale centro del vasto altopiano che prende il suo nome:
http://it.wikipedia.org/wiki/Colfiorito_%28Foligno%29
http://it.wikipedia.org/wiki/Altopiani_di_Colfiorito
Lo sguardo si perde nelle distese di campi coltivati a legumi e la mente vola su altri altopiani. A meno di 200 chilometri a sud di qui, in provincia di L’Aquila, ci sono Campo Imperatore e l’Altopiano delle Rocche anch’essi raggiungibili con autobus di linea (www.arpaonline.it).
http://it.wikipedia.org/wiki/Campo_Imperatore
http://it.wikipedia.org/wiki/Altopiano_delle_Rocche
Soprattutto nell’entroterra, molte autolinee viaggiano su strade provinciali ricavate dagli antichi sterrati percorsi dalle carrozze a cavalli. Ne consegue che, il virtuoso viaggiatore moderno, ha la possibilità (qualche volta se gli amministratori locali sono stati virtuosi) di perdersi con lo sguardo nei paesaggi che videro viaggiatori d’altri tempi. Poco lontano da Colfiorito, c’è Norcia e l’altopiano di Castelluccio.
http://it.wikipedia.org/wiki/Castelluccio_%28Norcia%29
Colfiorito e Castelluccio di Norcia sono zone famose per i loro tanti prodotti D.O.P. o I.G.P..
Il mio bus inizia la sua discesa per Foligno. Mentre perdiamo quota la valle si allarga e dopo i fitti boschi, tornano i tanti uliveti che oggi sembrano plotoni di ussari schierati lancia in resta.
Alla fine della discesa incrociamo la Strada Statale 3, la Flaminia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Strada_statale_3_Via_Flaminia
Continuando a sinistra, la strada passa per Trevi e poi per Spoleto , ma non è il percorso del mio bus che alle 9.10 arriva a Foligno.
Per antica convenzione, ma anche per una delibera comunale del 29 maggio del 2008, Foligno è definito “Il Centro del Mondo”. Bene, la fermata del mio bus è nel pieno centro del “Centro de Mondo”….. pazzesco!
Mentre corriamo veloci verso Perugia, sulla destra mi godo la veduta, prima su Spello, magnificamente arroccata sul costone della montagna e poi su Assisi. Mi viene da riflettere sul fatto che viaggiare con gli autobus è ecologico ed economico ma soprattutto è tanto pratico. In pochi minuti lasciamo il fondovalle delle strade a scorrimento veloce e saliamo verso il centro di Perugia.
L’Autostazione di Piazza Partigiani dove il mio pullman mi lascia puntualmente alle 9.45, è ai margini della zona a traffico limitato. Si trova anche a due passi da un famoso capolinea della Ferrovia Centrale Umbra, cioè la Stazione Ferroviaria di Perugia Sant’Anna, che, udite udite, è presidiata, con biglietteria, bar e edicola aperti e vitali:
http://it.wikipedia.org/wiki/Stazione_di_Perugia_Sant%27Anna
Godo di tanta oculata efficienza.
Torno a Piazza Partigiani e dopo 2 rampe di scale mobili e mi ritrovo in Piazza Italia dove inizia la centralissima area pedonale. Imbocco l’adiacente Corso Vannucci ed entro nella Pasticceria Sandri proprio di fronte al Palazzo dei Priori.
La Pasticceria Sandri è uno dei “Locali Storici d’Italia” (http://www.localistorici.it/it/) e allo stesso tempo la più antica pasticceria dell’Umbria avendo iniziato l’attività a metà dell’Ottocento ad opera dello svizzero Jachen Shucan che portò in città le esperienze dell’arte dolciaria d’oltralpe (come apprendo dal sito www.pasticceriasandri.it).

Poi fu gestito dallo svizzero Nicola Zonder che durante il ventennio fascista fu costretto ad “italianizzare” il nome in Sandri.
Esco dal caffè e mi ricordo che cosa sono venuto a fare a Perugia. Chiedo del capolinea del Minimetrò: http://www.minimetrospa.it/
Il Terminal Pincetto è proprio a due passi dal Caffè Sandri.
Dal sito apprendo che il Minimetrò è “un sistema di tipo alternativo ai sistemi tradizionali di trasporto pubblico collettivo” e che “tale sistema è definito “metropolitana leggera” per le sue caratteristiche di agilità, minimo ingombro e facile inserimento nel contesto cittadino particolarmente indicato per una città a forte impronta storica come Perugia”. La metropolitana leggera di superficie collega “la zona di Pian di Massiano con il Centro Storico, passando per le stazioni di Via Cortonese, Madonna Alta, Fontivegge, Case Bruciate e Cupa”. In pratica, dalla zona periferica di Pian di Massimo “situato a distanza pedonale dagli impianti sportivi e dai vari spazi utilizzati di volta in volta da mercati, fiere, luna park, spettacoli viaggianti”, il nostro Minimetrò sale fino al pieno centro storico, cioè al Terminal del Pincetto. La linea ferma anche alla stazione ferroviaria (di Trenitalia) di Fontivegge per i tanti che raggiungono il capoluogo umbro in treno.
Faccio il biglietto e salgo a bordo del primo metrò. Fatelo anche voi, vedrete un’altra Perugia.
Paolo Merlini
(esperto di vie traverse)